Opinioni

Tumori e COVID Sono la faccia di due medaglie o una medaglia unica.

Il COVID miete vittime. Il COVID ci fa paura. Il COVID è trasmissibile.

Il Tumore NON è trasmissibile, questo è vero, ma ha senso che faccia meno paura.
Ci mettiamo la mascherina e ci disinfettiamo per limitare il contagio da COVID, ma non smettiamo di fumare, o bere alcol, o mangiare porcherie.
E perché?
Eppure il cancro fa più vittime.
Eppure anche il cancro potrebbe diminuire se facessimo adeguata prevenzione.
Prevenzione che però NON va giù all’industria del consumismo sfrenato e del cibo spazzatura.
Quindi nessuno fa campagna d’informazione per prevenire il cancro.
Solo sulle sigarette, ma è un palliativo se poi qualsiasi media le ripropone in film, trasmissione e financo cartoni animati.

Non che il COVID non abbia la sua importanza e non vada prevenuto e controllato, ma cerchiamo di fare un’analisi.
Tanto per fare due numeri, ma giusto due…

I casi di tumore in Italia nel 2019 sono stimate 371mila diagnosi (196.000 uomini e 175.000 donne), erano 373mila nel 2018: 2.000 in meno in 12 mesi.
Le casistiche più frequenti sono quelle della mammella (53.500 casi nel 2019), colon-retto (49.000), polmone (42.500), prostata (37.000) e vescica (29.700). In calo, in particolare, le neoplasie del colon-retto, dello stomaco, del fegato e della prostata e, solo negli uomini, i carcinomi del polmone. Che continuano, invece, ad aumentare fra le donne (+2,2% annuo), per la preoccupante diffusione dell’abitudine al fumo di sigaretta fra le italiane. In crescita anche il tumore della mammella e, in entrambi i generi, quelli del pancreas, della tiroide e i melanomi (soprattutto al Sud). L’incidenza più alta si registra in Friuli Venezia Giulia (716 casi per 100.000 abitanti), la più bassa in Calabria (559 casi per 100.000 abitanti). Quasi 3 milioni e mezzo di italiani (3.460.025, il 5,3% dell’intera popolazione) vivono con diagnosi di cancro, cifra in costante crescita (erano 2 milioni e 244 mila nel 2006, 2 milioni e 587mila nel 2010, circa 3 milioni nel 2015). La sopravvivenza è tuttavia in aumento, ma grazie alla scienza, non certo alle campagne preventive: il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi.
Almeno un paziente su quattro, pari a quasi un milione di persone, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito. Ripeto un paziente su quattro, il 25%. Questo implica che il 75% qualche problema lo ha comunque riportato.

Ma nel mondo che succede?
Predo spunto da una pubblicazione dell’OMS e dati pubblicati nella terza edizione del ‘Cancer Atlas’ – frutto della collaborazione tra la American Cancer Society, l’Unione internazionale per il controllo del cancro e l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – riportati sul sito Epicentro dell’Istituto superiore di sanità (Iss).
Secondo i quali nel 2018, nel mondo, sono stati diagnosticati oltre 18 milioni di casi di tumore, una cifra destinata ad aumentare di circa il 60% entro il 2040 a causa dell’invecchiamento e dell’aumento della popolazione mondiale.
Prendiamo il Tumore ai Polmoni che, in gran parte, si può prevenire smettendo di fumare, che è quello più diagnosticato e responsabile del maggior numero di decessi: nel 2018, nel mondo, sono stati diagnosticati 2,1 milioni di casi e si sono registrati 1,8 milioni di decessi. I Paesi dell’Est Europa sono quelli in cui si registrano i tassi di incidenza più elevati. Il principale responsabile è il consumo di tabacco (due terzi dei casi). Si stima che i fumatori siano 1,3 miliardi, la maggior parte residente nei Paesi a basso reddito o in via di sviluppo. Nell’indicare le soluzioni praticabili l’Atlante mostra come le politiche fiscali siano un’arma efficace per contrastare il consumo di tabacco. In particolare, l’aumento dei prezzi scoraggia l’acquisto dei prodotti a base di tabacco nelle fasce di popolazione meno abbienti. Ad esempio in Sud Africa l’aumento dei costi al consumo ha portato al calo dei fumatori.
In generale, in Europa, nel 2018, si sono verificati 3,9 milioni di nuovi casi di cancro e 1,9 milioni di decessi. La metà dei casi è rappresentata da 4 tipi di tumore: seno (523mila nuovi casi, il 13% del totale), colon-retto (500mila, 13%), prostata (470mila, 12%) e polmoni (450mila, 12%). Quanto alla mortalità, nel 2018 il 20% dei decessi per cancro era dovuto al tumore dei polmoni (388.000 morti), il 13% al colon-retto (242.000 morti) e il 7% al seno (138.000 morti).

Paradossalmente quante volte si vede un imbecille togliersi la mascherina (indossata come prevenzione COVID) per fumare una sigaretta?

Veniamo ora al Coronavirus.
Grande male del nostro millennio.
Quello contro il qual si parla di Guerra.
Quello contro il quale ogni media, ogni politico, ogni addomesticato cittadino si scaglia.
Sempre dato OMS.

Italia (8 mesi di infezione).
273.000 casi ad oggi
208.000 guarigioni
35.507 decessi. Ossia di persone decedute perché affette da altre patologie gravi.

Mondo
26.300.000 casi
869.000 di decessi, ossia circa il 3,3% dei casi

Paragone
Covid 26.300.000 casi, decessi 869.000 3,3%
Tumore 18.000.000 ci casi, decessi 1,8 milioni per il solo Tumore ai polmoni.
Solo in Europa ci sono stati 3,9 milioni di casi con 1,9 milioni di decessi.

Ma la vera emergenza quale è?
Mettersi la mascherina e usare il gel?
o casomai smettere di vendere sigarette e tabacco (con mancato ingresso per il monopolio di Stato) e impedire la vendita di cibo spazzatura (con i mancati guadagni per le multinazionali).
Sono entrambe emergenze, ma una conviene cavalcarla ed una conviene curarla.

Si parla di bambini a scuola con banchi con rotelle e mascherine.
OK anche questo può essere utile, ma perché non fare già dalle scuole una corretta campagna contro il fumo (evitando quindi che durante la ricreazione o il patio i ragazzini vedano le maestre fumarsi una sigaretta) e contro il cibo spazzatura?
Perché?

il Perché potrebbe essere che…
La prevenzione sul COVID porta fiumi di fatturato e business con mascherine, guanti, gel, riorganizzazione delle scuole, vaccino, pubblicazioni, trasmissioni, ecc;
La prevenzione tumori danneggia gravemente ed irrimediabilmente il fatturato dei monopoli di stato e delle multinazionali e quindi ben venga il cancro.

A ognuno la propria riflessione.

Un Caro saluto

MG

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MG

Marcello Gianferotti, classe 1966, ha iniziato a viaggiare all’età di 15 giorni. Prima la Tunisia, poi il Madagascar, l’Italia e ora la Spagna: non si è mai fermato. Grande appassionato di scrittura, è referente iberico del circuito Sviluppo Europa e gestisce, oltre a SamizdatVoz, anche il suo blog culinario marcellogianferotti.org.

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