Internazionale

Voltare le spalle alla propria storia? 35 anni dopo Chernobyl, la nuova centrale di Astravets minaccia ancora la Lituania

Una piccola città della Bielorussia è di nuovo al centro dell’attenzione dell’energia nucleare e della politica.

Nonostante le preoccupazioni comuni in materia di sicurezza energetica, esistono grandi differenze tra i Paesi Baltici. Dopo anni di dipendenza energetica dal fornitore di energia per eccellenza, la Russia, i Paesi Baltici hanno iniziato gradualmente la loro transizione verso un’autonomia delle fonti energetiche. L’Estonia è stato il primo paese a diventare completamente indipendente, facendo affidamento sul combustibile di olio scisto e successivamente sulle energie rinnovabili, che secondo le stime sono del 52,3%. Come ha affermato IEA, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, l’Estonia ha raggiunto i suoi obiettivi per il 2020 in materia di riduzione delle emissioni e di energie rinnovabili. Nonostante il raggiungimento di questo importante obiettivo, l’Estonia presenta ancora la più alta intensità di carbonio a causa del ruolo dominante dell’olio scisto nel settore energetico. Per quanto riguarda la sua sicurezza energetica, la Lettonia ha contato sull’enorme area di deposito di gas sotterraneo di Incukalns, ma il paese continua dipendere fortemente dalle fonti energetiche russe, dato che la centrale di Incukalns è controllata da Gazprom. Recentemente il governo lettone ha presentato il piano energetico nazionale, che prevede l’utilizzo graduale di energie rinnovabili fino a raggiungere il 60%.

Mentre i due vicini hanno attutato le loro politiche energetiche, la Lituania fatica ad avere una propria indipendenza. La Lituana ha attraversato diverse transizioni energetiche, con la chiusura della centrale nucleare di Ignalina nel 2004 e 2009, passando dalle esportazioni alle importazioni di energia elettrica. Da allora, la Lituania è lo stato baltico più vulnerabile a causa delle sue limitate fonti e della sua dipendenza delle importazioni di gas dalla Russia.

Un’altra minaccia per la Lituania è la centrale nucleare nei pressi di Astravyets, distante solo 45 km da Vilnius e ha suscitato molti dibattiti negli ultimi anni. L’ambizioso piano di Lukashenko è quello di generare la propria fonte di energia elettrica senza fare troppo affidamento sulla dominante energia russa. Allo stesso tempo, il precedente governo lituano si era fortemente opposto a tale piano, ratificando alcune leggi che lo denunciavano come pericoloso per la sicurezza dell’intero territorio lituano. Con le elezioni del presidente lituano, Nausėda, il governo ha cambiato leggermente la sua rotta. Opporsi all’apertura della centrale nucleare porterà anche alla perdita di un importante partner commerciale, per cui i due paesi hanno cercato di negoziare un accordo comune senza dover mettere a repentaglio i loro attuali progetti economici. Dopo una serie di incidenti in seguito al lancio dell’impianto a Novembre 2020, la Lituania ha ripetutamente sottolineato la pericolosità della centrale nucleare. I funzionari lituani affermano che la centrale nucleare non è sicura ed è stata costruita in violazione delle norme internazionali di sicurezza. Anche l’ispettore statale per la sicurezza dell’energia nucleare (VATESI) ha confermato che la maggior parte delle misure di sicurezza restano irrisolte e ha chiesto la sospensione del primo blocco della centrale fino a quando non saranno state adottate tutte le misure appropriate.

Lunedì 26 Aprile, in occasione 35° anniversario del disastro di Chernobyl, è apparso un messaggio sul sito web della centrale nucleare di Astravyets in cui affermava che i lavoratori volevano rompere il silenzio e manifestare le loro preoccupazioni per la sicurezza dell’impianto. Inoltre, il messaggio dichiarava che i sistemi non sono completamente configurati, il che causa continui problemi hardware, e che i dipendenti lavorano in pessime condizioni mettendo a repentaglio la propria vita. Il Ministero dell’Energia bielorusso ha confermato che il sito web è stato hackerato. Siamo consapevoli della scarsa reputazione del governo bielorusso in materia di diritti dell’uomo e di libertà di espressione. Sorge spontanea la domanda: Si tratta di un altro tentativo da parte dello Stato bielorusso per celare tutto ciò che accade dietro la centrale nucleare?

La minaccia e la sicurezza della centrale nucleare di Astravyets continua ad essere discussa ogni giorno nei dibattiti pubblici in Lituania, poiché hanno deteriorato le relazioni lituano-bielorusse anche prima delle elezioni fraudolente dell’agosto 2020.

Per quanto riguarda la posizione geografica del piccolo Stato membro dell’UE, intrappolato tra la Bielorussia e l’Oblast di Kaliningrad, la Lituania si sta avviando verso una politica energetica indipendente. Infatti il paese ha chiesto di aderire all’AIE. Nelle recenti ricerche la Lituania negli ultimi anni sta rafforzando le proprie politiche energetiche e sono in atto riforme del mercato dell’energia insieme ai suoi vicini baltici. Per portare a termine questa missione, la Lituania dovrà investire nelle fonti energetiche rinnovabili e nelle relative tecnologie al fine di migliorare la sicurezza e la competitività del paese. Non si tratta di un obiettivo facile da raggiungere, ma è un buon inizio per rendere finalmente il paese indipendente dalle energie nucleari e nocive dei suoi vicini ex sovietici.

Mostra di Più

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button